Mostra Martorana - Patricolo
Mostra bibliografica a cura della sezione Fondi Antichi della BCRS
L’architetto Giuseppe Patricolo e la città di Palermo sono indissolubilmente legati, e forse senza le azioni del primo la notorietà della seconda sarebbe certamente ridimensionata.
Non tutti lo sanno, ma Patricolo è stato il promotore e l’esecutore della riedizione della Palermo capitale dell’epoca d’oro dei Normanni e preminente metropoli medievale che nel 2015 l’UNESCO ha inserito nel suo elenco con il noto riconoscimento di patrimonio dell’umanità di un itinerario di visita, denominato: Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale.
Anche se l’accostamento potrebbe sembrare azzardato, il contributo che Eugène Viollet-le-Duc ha dato alla riscoperta e reinvenzione dell’architettura gotica francese, si può paragonare all’apporto che Patricolo ha dato alla “valorizzazione” e al riscatto dell’architettura dei Normanni della Sicilia. Pochi forse ricordano che l’architettura medievale di Palermo come oggi la si può vedere, in molti casi, è frutto dei ripristini progettati da Patricolo, che l’ha profondamente caratterizzata anche nei colori; come, per esempio, quello delle cupole delle chiese normanne, che prima dei suoi interventi non avevano che un rivestimento di malta di coccio pesto, ma che proprio lui volle che apparissero rosse, sulla scorta del ritrovamento di un frammento d’intonaco, quando tutti le immaginavano bianche (color “biancaccio”), come si può riscontrare in quelle del nord Africa, anche per il fatto che venivano imbiancate (disinfettate con la calce) periodicamente.
Una delle chiese su cui intervenne Giuseppe Patricolo fu quella di Santa Maria dell’Ammiraglio di cui lo scorso anno si sono aperti i festeggiamenti per l’anniversario della fondazione.
In occasione della presentazione del volume di Francesco Tomaselli, una mostra bibliografica curata dal personale dei Fondi antichi della Biblioteca esporrà, nella prima sezione, documenti relativi alla polemica ottocentesca sui restauri compiuti dal Patricolo sulla chiesa della Martorana: le lettere inviate a Michele Amari da alcuni dei protagonisti della detta polemica e il numero delle Nuove Effemeridi in cui furono pubblicate le lettere con cui i compilatori della rivista, Vincenzo Di Giovanni, Giuseppe Pitrè, Salvatore Salomone-Marino, da un lato, e i componenti della Commissione di antichità e belle arti, Gaetano Daita, Giuseppe Meli, Giuseppe Patricolo, Antonino Salinas, dall’altro, si diedero battaglia.
Nella seconda sezione saranno esposte le lettere dell’arabista Ignazio Guidi a Michele Amari, la bozza di stampa corretta da Guidi dell’articolo di Amari sull’iscrizione araba scoperta nella cupola in occasione dei restauri, e lo stesso articolo.
Correderanno le due sezioni immagini relative alle iscrizioni arabe ed altre immagini e piante della chiesa prima e dopo il restauro.
Verranno esposti inoltre libretti di opere musicali allestite e discorsi tenuti nel monastero della Martorana nel XVIII e XIX secolo e le fotografie della chiesa e dei mosaici dell’archivio fotografico Alinari - Anderson - Brogi.
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Presentazione del libro




