“Corolla Virginea. Testi, argenti e paramenti sul culto dell’Immacolata Concezione” Programma

Biblioteca centrale della regione Siciliana "A.Bombace"- Palermo

2017 - Mostra

Si inaugura martedì 5 dicembre alle 16.30 nella Sala della “Congregazione delle Missioni” della Biblioteca Centrale della Regione Siciliana (Corso Vittorio Emanuele 429) la mostra “Corolla Virginea. Testi, argenti e paramenti sul culto dell’Immacolata Concezione”.

Una piccola ma significativa esposizione di manoscritti e testi a stampa dal XII al XIX secolo, patrimonio della Biblioteca, manufatti di maestri artigiani e paramenti sacri, che raccontano della tradizionale devozione all’Immacolata, particolarmente sentita in Sicilia e a Palermo in particolare. Significativo anche il luogo, avendo la Biblioteca sede nell’ex Collegio Massimo della Compagnia di Gesù, monumento in cui si trovano due preziose testimonianze artistiche di questa devozione mariana, un affresco fondatamente attribuito a Pietro Novelli e una statua opera sicura dei Serpotta.

La mostra è organizzata, promossa e patrocinata dalla Biblioteca centrale della Regione Siciliana “Alberto Bombace”, dalla Associazione “Cassaro Alto”, dalla Città di Palermo, dalla Associazione “Ballarò significa Palermo”, dalla “Magistri Maragmae” Arts and Crafts e dal Progetto Diocesano “Albergheria e Capo insieme”.

L’esposizione è liberamente visitabile mercoledì 6 e giovedì 7 dalle 9.00 alle 17.30, e da lunedì 11 a venerdì 15 dalle 9.00 alle 17.30, sabato 16 e domenica 17 dalle 11.00 alle 21.30

Immacolata

In Sicilia la festività dell’Immacolata, portata dai monaci bizantini, ebbe subito larga diffusione. Lo storico Antonino Mongitore in Palermo divoto di Maria afferma che già nel 1323 quella della Conceptioni di Maria era festa di precetto a Palermo, precisando altresì che tale devozione era così antica in questa città da “non sapersi l’incominciamento”. Nel 1624 la festa venne onorata per la prima volta ufficialmente dalle autorità cittadine, il Senato palermitano fece allora voto di difendere la dottrina dell’Immacolato Concepimento, giurando pubblicamente di essere pronto a spargere il proprio sangue per l’Immacolata, venerata come patrona della città e dell’intera Sicilia. Questo rito fu detto “delle cento onze”, con riferimento alla somma inizialmente destinata alla chiesa di san Francesco d’Assisi per la realizzazione degli arredi della cappella a Lei consacrata; il voto sanguinario è rinnovato ogni anno a Palermo, e in altri centri di Sicilia, segno della grande devozione che il popolo, la Chiesa e le Autorità tutte dell’isola hanno per la Vergine Maria. Nel giorno del digiuno che precedeva la solennità, i Padri gesuiti uscendo dal Collegio Massimo percorrevano in doppia fila il Cassaro si recavano alla chiesa di San Francesco per ripulirla e riordinarla. Il giorno dopo, una solenne processione, cui partecipavano tutte le autorità, accompagnava la statua della Madonna alla Cattedrale, ove rimaneva per otto giorni prima di essere riportata nella chiesa di S. Francesco d’Assisi, seguita da altra solenne processione

L’IMMACOLATA CONCEZIONE

Devozione e dogma

La venerazione di Maria sotto il titolo di Immacolata è attestata sin dai secoli più antichi  in ogni parte del mondo cattolico e sono innumerevoli le cappelle consacrate a questo suo privilegio.

In Oriente una festa della concezione di Maria era celebrata già dal VI secolo d.C., e fin dall’antichità a Maria era attribuito il titolo di Παναγία, Panaghìa, "tutta santa". La festa  e il culto di Maria tutta santa si diffuse anche in Occidente a partire dal X secolo.

Nel 1661 il papa Alessandro VII con la bolla Sollicitudo omnium ecclesiarum inserì la celebrazione dell’Immacolata nel calendario liturgico l’8 dicembre, data del concepimento ricadente esattamente nove mesi prima della festa della natività di Maria, che cade l’8 settembre.

Clemente XI nel 1708 estese alla Chiesa universale la festa dell’Immacolata, già celebrata a Roma ed in altri luoghi della comunità cristiana.

Il dogma dell’Immacolata Concezione fu promulgato nella Cappella Sistina l’8 dicembre 1854 da papa Pio IX, il quale trovandosi in esilio a Gaeta (1849-1851) a seguito della  costituzione della Seconda Repubblica Romana anticristiana, fece voto davanti all’immagine dell’Immacolata di affermare il dogma mariano, qualora avesse ricevuto la grazia di ritornare a Roma e ristabilire l’ordine nella cristianità sconvolta dalla rivoluzione. L’editto papale giungeva in tempi relativamente recenti dopo secolari dispute teologiche affermando come verità infallibile il dogma della nascita della Madonna senza la macchia del peccato originale

La conferma si ebbe nel 1858, quattro anni dopo, a Lourdes, quando la Vergine apparve alla giovane Bernadette, presentandosi con le parole “Io sono l’Immacolata Concezione”.