“Ari Arbëresch / L’Oro Arbëresch.
Biblioteca centrale della Regione siciliana "A. Bombace"
- Presentazione libro
■ Luogo: Sala delle Missioni della Biblioteca centrale della Regione siciliana
■ Data: Giovedì 13 febbraio
■ Orario: ore 16.45
■ Categoria: Presentazione libro
Saluti
■ Laura Cappugi, Direttrice della Biblioteca
■ Giorgio Filippone, Presidente Settimana delle Culture
■ Maurizio Stellino, Presidente L.C. Palermo Mediterranea
Intervengono
■ Mario Calivà,Autore
■ Lidia Riviello, Autrice della prefazione, (in collegamento da Roma)
Conduce
■ Gilda Sciortino, Giornalista
Il libro
Ari Arbëresh / L’oro Arbëresh è una drammaturgia in versi in lingua arbëreshe suddivisa in 14 cantiche con traduzione italiana a fronte. Il tema principale dell’opera è quello della genesi dell’abito tradizionale arbëresh, la Ncilona (pronuncia nzilona).
Tra nostalgia e consapevolezza del presente viene descritto il modo in cui il prezioso abito passa dalle mani sapienti della sarta “demiurga” alla ragazza che lo indosserà durante la Pasqua, la festa più importante per gli arbëreshë, o per recarsi davanti all’altare in occasione del proprio matrimonio. Ma la vita dell’abito va oltre le singole generazioni: i motivi floreali connettono le vite distanti che non hanno avuto l’occasione di intrecciare il filo delle proprie esistenze.
Negli ultimi canti il dialogo tra Memoria, Oblio e Tempo descrive i profondi meccanismi che stanno alla base del ricordo e il suo ruolo fondamentale nel risanare le fratture temporali, funzione necessaria per comprendere il portato di un’eredità storica e non smarrire il suo rapporto vitale con le pratiche della vita quotidiana che ridurrebbero il passato come mero reperto archeologico. Un ricordo, scrigno del tempo, da cui attingere per costruire ed esporre la memoria collettiva di una comunità. La principale caratteristica della Nzilona è quella di essere avulsa al tempo e di non risolversi negli esiti del suo scorrere. Questa condizione permette agli arbëreshë di proiettarsi oltre la singola vita dilatando, così, il tempo che il destino ha concesso loro, tramite la Ncilona, un manufatto che interseca lo sguardo divino.
L’autore
Mario Calivà, drammaturgo, poeta, scrittore e giornalista pubblicista arbëresh, ha pubblicato le sillogi poetiche Percezioni, La luce dei punti lontani, Oltre l’oblio della voce e Poezi Arbëreshe.
Nel 2017 è uscito il suo libro Portella della ginestra. Sedici sopravvissuti raccontano la strage. In Kosovo e Albania nel 2018 è uscito Rrëmbyesi dhe Ara, un dramma e un monologo in lingua albanese. Dal 2012 porta in scena le sue opere teatrali in lingua arbëreshe.
Per Besa ha pubblicato: Le leggi razziali e l’ottobre del 1943 (2020), il monologo/racconto Nostalgjia (2021), il romanzo La locanda di Tirana (2022) e nel 2024 Gli sbarchi albanesi in Italia nei primi anni Novanta.
Per Medinova ha scritto il romanzo Miseria – Una storia arbëreshe. Ha lavorato presso la redazione di Rai Cultura ed è stato stagista al Teatro Massimo di Palermo.
Attualmente è collaboratore del “Giornale di Sicilia”. Ulteriori info su www.mariocaliva.com.