“Camilleriade. I Luoghi, Il Commissario, I Romanzi Storici”
Biblioteca centrale della Regione siciliana "A. Bombace" - Palermo
- Presentazione libro
■ Luogo: Sala delle Missioni della Biblioteca centrale della Regione siciliana
■ Data: Mercoledì 20 marzo 2024
■ Orario: ore 16.30
■ Categoria: Presentazione libro
Saluti istituzionali
■ Margherita Perez, Direttrice della Biblioteca
Intervengono gli autori
■ Vito Lo Scrudato
■ Mario Pintacuda
■ Bernardo Puleio
“La prima considerazione che affiora alla coscienza è che noi tre autori [...] con questo volume offriamo al lettore, curioso di capire meglio il senso ed il valore dell’opera dello scrittore siciliano, un’opportunità di studio e di libera analisi, che ha il pregio della completezza, dell’offrirsi cioè come un ventaglio ampio e assortito, per porre premesse bastevoli per ulteriori studi.
Com’è ovvio ciascuno dei tre sodali in scrittura ha colto l’occasione per esprimere direttamente e indirettamente, consapevolmente o del tutto ignaro, nel serrato confronto con lo scrittore vigatese, il proprio mondo culturale e interiore, il proprio rapporto, ora tormentato, ora gioioso, con l’Isola del Sole, la sua storia, la sua condizione di oggi.
Mario Pintacuda nel saggio Identikit di un commissario: i romanzi di Montalbano nella produzione di Andrea Camilleri, usa del rigore che gli è proprio, per professione docente e pratica di ricerca e scrittura, per fare intravvedere il cantastorie divertito che è in lui. Così mentre ricostruisce impeccabilmente la vita del Commissario Salvo Montalbano in tutti i suoi momenti noti e meno noti, con completezza e rigore, usa del suo inimitabile modo di narrare per introdurci in un mondo espressivo affabulante, in grado di fermare il tempo e la lettura. [...]
Bernardo Puleio da parte sua nel saggio I romanzi storici di Camilleri: il rapporto con Sciascia, utilizzando dei suoi raffinati strumenti di analisi letteraria e storica (gli intellettuali siciliani non hanno mai veramente tenute separate la letteratura dalla storia), realizza un illuminante quadro di rapporti e relazioni, non solo, come annunciato nel titolo, tra Camilleri e Sciascia (ne costituiscono comunque la parte più approfondita), ma in uno scenario ampio, dove a parlarsi e a confrontarsi sono gli autori maggiori della letteratura siciliana degli ultimi due secoli [...]
Il redattore di questa introduzione nel suo Camilleri, i luoghi, l’arte, i pinsèri, deve chiarire che il suo divagare per luoghi camilleriani è dato in primisi dall’essere agrigentino come l’empedoclino, e perciò titolare della stessa conoscenza e dello stesso amore per gli stessi luoghi; in secundisi dalla condivisione dellastessa parlata che implica la percezione profonda, atavica, del detto e del non detto. La stessa gestualità dei personaggi di Camilleri viene suggerita, esplicitata, nell’atto stesso del parlare la comune lingua, compresa appieno dallo scrivente, nonostante le lievi differenze che ci sono tra il dialetto empedoclino e quello cammaratese [...]
Dai tre saggi proposti nel presente volume viene fuori la rappresentazione di un Camilleri quale autore pregnante, densissimo, consapevole e colto, che di fronte alla pesantezza della condizione esistenziale, scelse di percorrere la stessa ironia che fu di Pirandello e, in misura diversa, di Sciascia, segnando tuttavia il limite di una personalità che ha risentito del mutato (deteriorato?) clima culturale, si direbbe della diversa qualità del suo pubblico, col quale ha avuto in fondo il merito di sapersi mettere in sintonia [...]”
Vito Lo Scrudato