L'oggetto perduto del desiderio . Archeologie di Vincenzo Consolo
Biblioteca centrale della Regione siciliana "A. Bombace" - Palermo
- Presentazione libro
■ Luogo: Sala Missioni della Biblioteca centrale della Regione siciliana
■ Data: Mercoledì 3 maggio
■ Orario: ore 16.30
■ Categoria: Presentazione libro
Saluti:
■ Margherita Perez | Direttrice della Biblioteca
Intervengono:
■ Flora Di Legami | Docente di Letteratura Italiana (Università di Palermo)
■ Concetto Prestifilippo | Giornalista (La Repubblica)
Rosalba Galvagno | Docente di Letterature comparate e Teoria della letteratura (Università di Catania)
La Sicilia, e il Mediterraneo tutto, nella sua complessità di bellezza e di orrore, di attrazione e di repulsione, di natura e di cultura, di storia e di arte, di guerra e di pace, di mafia e di eroi, è l’oggetto più emblematico della scrittura di Consolo.
Gli altri non sono che degli avatars, dai più orridi ai più teneri, di questo oggetto fondamentale che egli ha inseguito durante il suo percorso di uomo e di artista, attingendolo perfino nei resti archeologici, nelle pietre antiche.
Da queste pietre, nient’altro che lettere, bisogna partire per penetrare la sua scrittura. In questa direzione procede la suggestiva postfazione di Sebastiano Burgaretta, Con Consolo per antiche pietre, preceduta da una Conferenza inedita di Vincenzo Consolo, tenuta il 23 maggio 2003 all’Accademia di Belle Arti di Perugia, dove non manca l’accenno ad una «escursione nei luoghi classici della Sicilia occidentale».
Vincenzo Consolo, noto al grande pubblico per Il Sorriso dell’ignoto marinaio (Einaudi 1976), Retablo (Sellerio,1987), Le Pietre di Pantalica (Mondadori 1988), Nottetempo, casa per casa (Mondadori 1992), entra di diritto, con Sciascia e Bufalino, tra gli intellettuali e scrittori che hanno raggiunto le più alte vette nella letteratura contemporanea siciliana.
Rosalba Galvagno, già docente di “Letterature comparate e Teoria della letteratura” presso la Facoltà di Lettere di Catania, ha dedicato a Vincenzo Consolo molti saggi e volumi, una lunga e appassionata attenzione critica per un autore che ha testimoniato l’impegno sociale e storico attraverso una rivoluzione stilistica assolutamente unica.
“Il volume di Rosalba Galvagno (5 capitoli, una postfazione dal suggestivo titolo Con Consolo per antiche pietre firmata dal poeta Sebastiano Burgaretta e, in appendice, il testo inedito di una Conferenza tenuta da Consolo a Perugia nel 2003) è la sintesi del percorso scritturale consoliano, dell’inquieto vagabondaggio tra le Pietre di Sicilia, un viaggio come ricerca in Sicilia e nel Mediterraneo dell’oggetto perduto del desiderio, inteso come causa d’ogni nostro umano inizio e d’ogni nostra fine. L’autrice pone, al centro della sua indagine, questa profonda radice come centrale dello scrivere di Consolo, il suo desiderio profondo di combattere contro la cancellazione della memoria, il suo impegno nel coniugarla con la memoria linguistica e storica siciliana, affinché nulla delle antiche pietre fondanti il nostro passato vada perduto. I resti archeologici, le pietre antiche, diventano così letteratura e immagine, storia e poesia. E l’autrice attraverso le visioni delle “pietre-lettere” consoliane, ne penetra la scrittura polivalente, vista come tra le più originali e struggenti della letteratura contemporanea” (Margherita Francalanza)