La stagione Inquieta. Combusti mostri folli in età moderna
Biblioteca centrale della Regione siciliana "A. Bombace" - Palermo
- Presentazione libro
■ Luogo: Sala Missioni della Biblioteca centrale della Regione siciliana
■ Data: Giovedì 27 aprile
■ Orario: ore 17.00
■ Categoria: Presentazione libro
Saluti:
■ Margherita Perez | Direttrice della Biblioteca
Intervengono:
■ Michele Cometa | Direttore del Dipartimento “Culture e Società”
■ Edoardo Tortarolo | Università del Piemonte Orientale
Sarà presente l’autore
L'evento è patrocinato da:
Università degli Studi di Palermo
Dipartimento Culture e Società
Dottorato di ricerca in Patrimonio Culturale
Dottorato di ricerca in Cultura Visuale
Laurea Magistrale in Studi Storici, Antropologi e Geografici
Con il nome dal mitico gorgo norvegese simbolo della vertigine, Maelström intende ispirarsi alla celebre Collana viola che Cesare Pavese ed Ernesto De Martino dedicarono alla Storia delle religioni e dell’occulto, accogliendo però da un lato i suggerimenti delle moderne neuroscienze e allargando dall’altro il campo ad abbracciare quanto di occulto esista nelle diverse vicende storiche e nella nostra e altrui quotidianità; senza liquidare sbrigativamente tutto ciò come irrazionale, nella convinzione che con questa qualifica s’intenda coprire quanto la nostra ragione, oggi, non riesce (o non vuole) comprendere, barattando l’ignoranza con un’ingannevole tranquillità. Un dibattito scientifico settecentesco sulla «combustione umana spontanea», le domande sollevate in età moderna dalle nascite mostruose e questioni di storia della psichiatria tra fine XVIII e primo quarantennio del XIX secolo. Ma anche l’antigiudaismo nel discorso inquisitoriale della Sicilia di metà Settecento, a pochi anni dalla soppressione di un tribunale che la civiltà giuridica coeva considerò come il suo mon-strum antitetico.
Cosa tiene insieme i capitoli di un volume che intende raccontare trame «minori» ma estremamente rivelatorie? Di certo il filo rosso delle contraddizioni della modernità, degli sfasamenti e delle discontinuità che stanno dietro alle trasformazioni, come pure l’affanno nella produzione di un «discorso alto» che muove dal perenne conflitto tra innovazione e resistenza. Seguire le trame di storia intellettuale che il libro prova a ricostruire equivale forse a cogliere la fatica dell’incedere della modernità razionalizzante descritta da Max Weber, che è costituita da bivi, dal peso dei rami secchi delle opzioni irrealizzate, da sconfinamenti azzardati, ma anche da un incessante riadattamento dei discorsi e delle pratiche, volto alla loro conservazione.
Nicola Cusumano è professore associato di Storia moderna presso il Dipartimento Culture e Società dell’Università degli studi di Palermo. Dopo essersi occupato dell’anti ebrai smo cattolico nel secolo dei Lumi ha rivolto la sua attenzione alla circolazione di libri e saperi e al controllo censorio nella Sicilia borbonica. Più recente è l’approdo alla storia della scienza con diversi saggi in riviste internazionali e volumi collettivi. Tra le sue monografie: Ebrei e accusa di omicidio rituale nel Settecento (Unicopli 2012); Libri e culture in Sicilia nel Settecento (NDF 2016): Mostri e prodigi. La Sicilia e il meraviglioso (Palermo University Press 2019).