La voce della Crisalide

Biblioteca centrale della Regione siciliana "A. Bombace" - Palermo

15/09/2020 - Presentazione libro


Luogo: Atrio della biblioteca regionale

Data: 15 settembre 2020

Orario: ore 17.00

Categoria: presentazione libro

Saluti di Carlo Pastena, direttore della Biblioteca

Intervengono:

Bebo Cammarata, regista e fotografo

Antonino Cangemi, scrittore e collaboratore del “Giornale di Sicilia”

Felice Guglielmo, sindaco di Alia

 Modera Ambra Drago, giornalista


la voce della crisalide

SINOSSI E BIOGRAFIA INTEGRATA di MARIA ERMEGILDA FUXA:

Maria Ermegilda Fuxa nasce ad Alia, in provincia di Palermo, il 12 dicembre del 1913. Con lei viene alla luce anche la sua gemella, Nicoletta Ermelinda, con cui avrà, fin da bambina, un rapporto sofferto e travagliato.
Le due bambine, infatti, si contendono da subito l’amore della madre Beatrice e del padre Edgard.
La famiglia si trasferisce ben presto a Palermo per permettere alle figlie di frequentare la scuola. Maria vivrà con grande nostalgia questo distacco dal luogo di origine a cui tornerà spesso con la memoria e, fisicamente, nel 1999, per partecipare ad una giornata di poesia a lei dedicata.
Maria è una bambina timida e silenziosa, non fa amicizia con i coetanei e vive all’ombra della sorella Nicoletta. Il confronto, che i genitori attuano nei confronti delle gemelle, si verifica anche a scuola, creando un divario sempre più ampio tra di loro. Maria si rifugia, sempre più spesso, nella scrittura che diverrà la sua unica fonte di salvezza e svago.
Nell’autobiografia - Nel silenzio di una crisalide - contenuta all'interno di una sua raccolta di poesie, Maria racconta di sé parlando in terza persona e scrive: "La società l’ha emarginata duramente, senza pietà. Affetti, amore, dignità, responsabilità le sono stati tolti senza motivo, senza sue colpe, ingiustamente…"
Intanto la diagnosi di schizofrenia e depressione, il tradimento della sorella, che ne sposa il fidanzato, le  bruciano così tanto che solo attraverso la poesia riuscirà a trovare conforto, scegliendo, spesso, la lingua più autentica di cui è capace, quella siciliana. 
Si immerge anche nelle letture, rifugiandosi nella grande sala della Biblioteca Nazionale.
Quando la seconda Guerra Mondiale irrompe e raggiunge anche Palermo, che verrà duramente bombardata, Maria sì troverà a vagare disperata tra le macerie della città.
Più volte viene ricoverata ma gli ospedali devono occuparsi dei feriti nel corpo e non hanno tempo per dedicarsi a chi è ferito nell’anima.
Alla fine della guerra, riacquistato un minimo di serenità, Maria ritorna nell’amata Biblioteca e ancora si immerge nelle poesie di Leopardi, Foscolo, Quasimodo, Ungaretti e Dino Campana, che sente fratello, trascorrendovi, così, lunghe ore delle sue malinconiche giornate. I libri diventano così le uniche “care rive”, come lei stessa li definisce, in cui trovare conforto. 

"Care mie rive,
come è dolce toccarvi,
com’è rasserenante attraccare,
dopo lungo peregrinar
in procelloso mare...
"

Tra gli Anni 70 e 80, superata la fase più critica delle cure, Maria trova ancora nella scrittura una via di fuga dalle mura del manicomio e al tempo stesso dà voce a chi voce non ha.

Non a caso la prima raccolta di poesie, uscita nel 1980, si intitolerà proprio  Voce dei senza voce in cui denuncia le atrocità degli ospedali psichiatrici che disumanizzano le persone riducendole ad un numero o appellandole con il none della malattia di cui soffrono.
"La razione quotidiana di pillole colorate dovrebbe riuscire a quietare l’ansia - scrive nell'autobiografia - invece di farla sentire se stessa, di darle vigore e dignità, invece di aiutarla a capire cosa è avvenuto nel suo intimo, invece di tentare con lei di capire il senso di tante esperienze, la società ha saputo solo darle una 'gabbia'. E ad ogni accenno di ribellione la risposta è sempre unica: medicine…".
In manicomio le viene affidato il compito di riordinare gli archivi e Maria si tuffa nel lavoro con la precisione metodica che la caratterizza.
Di giorno trascorre il suo tempo in una stanzetta adibita a ufficio che si riempirà dei premi conquistati, via via, ai concorsi di poesia a cui, i pochi amici fidati la invitano a partecipare. Ma di sera deve tornare nel dormitorio con le altre pazienti e immergersi in quel mondo di incubi, che non le danno tregua.
"La poesia mi ha salvato la vita", dice in un’intervista trattaa dal documentario di Lillo Busuito intitolato “La voce di chi non ha voce”- e incentrato sulla legge Basaglia che ha sancito la chiusura dei manicomi.
Scrive instancabilmente usando fogli di carta velina che in manicomio servivano per i laboratori creativi. Traccia i suoi versi a mano o a macchina e poi tiene insieme i sottili fogli con uno spillo. Pubblica altre due raccolte:  Lasciatemi almeno la speranzaPaesaggi dell’anima.
Nel 1997 l’ospedale psichiatrico, dove ha trascorso più della metà della sua lunga vita, chiude e Maria viene trasferita in Case Famiglia, nell'ultima della quale, la 'Ebenezer', sempre a Palermo, rimarrà fino alla morte che avviene il 23 luglio del 2004. 

 


L’AUTRICE MARIA TERESA LENTINI:

“Sono nata a Lercara Friddi, in provincia di Palermo, il 13 Gennaio 1958; ho frequentato l’Istituto Magistrale e subito dopo il diploma, nel 1977, giovane sposa, mi sono trasferita per lavoro prima a Torino, dove per alcuni anni ho insegnato nelle scuole elementari e, successivamente, negli anni ’90, in provincia di Cuneo, dove lavoro come impiegata presso l’Azienda Sanitaria Alba-Bra. 

Ho tre figli ed una nipotina, di nome Emma, che adoro; amo fotografare e leggere, ho un piccolo giardino, fonte inesauribile di energia per la mente e per il corpo, che condivido con i miei amici cani e gatti.

Scrivo poesie da quando ho imparato a scrivere (e non è un’esagerazione), poesie per lo più introspettive, che riguardano sentimenti e vissuto o ispirate e dedicate alla natura...

Spesso scrivo dei miei sogni, quelli che si fanno di notte ma sogno molto anche di giorno, nonostante i piedi ben piantati per terra.

La poesia è per me un modo (e un mondo) per comunicare e condividere esperienze e sentimenti, fare introspezione e ricerca interiore”.

“Ho partecipato al mio primo concorso di poesia nel 2011, in Puglia, con la poesia: "Federico, l'Imperatore di mezzo", dedicata alla figura di Federico II, dal tono elegiaco - rievocativo e, poiché da sempre affascinata da questa nobile figura, ho voluto ricordarne le tappe e gli aspetti salienti della leggendaria esistenza. Da questa esperienza è nata una piccola Antologia dal titolo: "Almapoesis".
Sempre nel 2011 due poesie, "Nel palmo della tua mano" e "Immagina", sono arrivate finaliste al Concorso " Poesia sotto le stelle" II edizione, Roma e si trovano raccolte nell'Antologia poetica dedicata.

Nel mese di giugno 2012, sono stata finalista al Concorso Internazionale di Poesia "Arte d'Amare", con la poesia: "Finzione" e al Premio di Poesia "Arenella Città di Palermo", III Edizione, patrocinato dalla Regione Siciliana e tenutosi nella splendida cornice di Palazzo Comitini, con la poesia: "Mi troverai qui", edita nell'omonima Antologia dedicata al premio; mentre nel mese di settembre 2012, per il Premio di Poesia "Versi in Armonia", sono risultata vincitrice assoluta nella sezione poesia in vernacolo, con la poesia in lingua siciliana dal titolo: "Vulissi".

Sempre nel 2012, ho partecipato a Condove (TO), al Concorso di poesia e racconti brevi, patrocinato dalla Regione Piemonte, " Parole in fuga", classificandomi al II posto, con la poesia: "Cremisi", inserita nell'omonima Antolgia dedicata.

Ho partecipato, diverse volte al Concorso “Sicilianamente”, indetto dal CRAL di Palermo e ho partecipato, nel 2015, al Concorso “Arenella Città di Palermo”, IV Edizione, con la silloge edita “ Il cuore antico delle cose”.  

Ho partecipato al “ Memorial Melania Rea”, con la poesia: “A te che sei”, ottenendo il premio speciale, 'Donna', assegnatomi dall'Organizzazione e contenuta nell'Antologia, “Mentre inseguivo la vita”, dedicata al Memorial.

Diverse mie poesie sono state pubblicate e fanno parte di alcune Antologie, quali: "Poeticamente...suoni dell'anima"; "Poeticamente...oltre le parole" e “Poeticamente...venti di versi”, editi da Rosa Anna Pironti Editore; e poi ancora " Poeti di...Versi", Edizione Simposium; “Poesia sotto le stelle”, edita da NarrativaePoesia di Alessandro Cocco.

Proprio con Rosa Anna Pironti Editore ho pubblicato, nel 2012, la mia prima Antologia poetica, dal titolo: "Il cuore antico delle cose" (successivamente ripubblicata con le Edizioni Drepanum) che racchiude oltre sessanta poesie divise in tre categorie tematiche.

Nel 2014, ho pubblicato con l’A.S.L.A. (Associazione Siciliana per le Lettere e l’Arte), la raccolta di poesie dal titolo “Tutte le parole che ho nel cuore”; due poesie in essa contenute “Finchè avrò fiato” e “Lègami”, sono diventate testo di canzoni, arrangiate in musica ed interpretate dal cantautore siciliano Cesare Lo Leggio.
Nel 2018 ho pubblicato la terza raccolta di poesie dal titolo “Parole d’acqua”, Edizioni Studio grafico P. Lupo e, nel 2019, un saggio biografico e storico dedicato alla figura della poetessa Maria Fuxa che visse la maggior parte della sua lunga vita, presso l’Ospedale Psichiatrico di Palermo, dal titolo "La voce della crisalide. Sulla vita della poetessa Maria E. Fuxa ed altre cronache”, Edizioni Mohicani.
Dal 2011 ad oggi ho partecipato a svariati concorsi letterari.”