Le case dei gesuiti a Palermo
Biblioteca centrale della Regione siciliana "A. Bombace" - Palermo
25/11/2019 - Presentazione libro
■ Luogo: Sala consultazione
■ Data: 25 novembre 2019
■ Orario: ore 17.00
■ Categoria: Presentazione libro
■ Saluti del Direttore della Biblioteca, Carlo Pastena
■ Introduzione di Antonino Giuffrida
Interventi di:
■ Antonino Margagliotta, Professore di Progettazione architettonica, Università di Palermo
“Biblioteche nella città storica"
■ Paolo Campione, Professore associato di Museologia e Storia della critica d’arte, Università degli Studi di
Messina, Dipartimento COSPECS
“Todo modo para buscar la beleza: Gesuiti, arte e meraviglia in Sicilia...”
I gesuiti hanno avuto un peso determinante nella formazione della classe dirigente siciliana del ‘500. Le loro “case” erano fucine di formazione culturale e politica per i rampolli della nobiltà emergente che controllava la realtà politica siciliana. Il “Frammento” di Scuderi diventa un tassello importante per la ricostruzione anche edilizia di questi percorsi gesuitici. Il testo racconta, velocemente e sinteticamente, la storia delle sei costruzioni cittadine della Compagnia, valutando quanto realizzato a Palermo alla luce di quella “visione urbanistica teologica” dei Gesuiti che “proponendo un modello diffuso di presenza religiosa adatto alle esigenze sociali ed economiche della vita urbana del Cinquecento, influì significativamente nello sviluppo delle città”, evidenziando la capacità di questi edifici di essere ancora oggi “parte attiva” nella vita cittadina.
Fu prassi per la Compagnia fondare, o quantomeno cercare di fondare, nei centri principali cinque case ognuna con una propria funzione e una specifica organizzazione: il Noviziato, destinato alla prima formazione dei Fratelli e dei Padri; la Domus studiorum o Collegio; la Domus propagationis, con il nome di San Francesco Saverio; la Casa Professa, residenza dei Padri e centro dell’attività spirituale, detta Il Gesù, e infine la Domus excercitiorum spiritualium generalmente detta Santa Maria, dove ogni gesuita, per almeno otto giorni all’anno, doveva ritirarsi per meditare sugli exercitia spiritualia del fondatore. Vedremo qui, nella cronologia delle costruzioni, le edificazioni palermitane.